Comune di Transacqua Storia e persone
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LE MINIERE DI TRANSACQUA

L'area estrattiva di Transacqua


La miniera di siderite di Transacqua, chiamata in antichità anche miniera di Monte Vecchio o della Madonna di Plassenegg, fu sfruttata fin dal XIII secolo da parte del vescovo di Feltre, alla cui diocesi Primiero apparteneva, e successivamente dai duchi d’ Austria, dal conte Welsperg, dal governo Austriaco ed esplorata, in tempi recenti, dalla società italiana Ernesto Breda di Milano.

Forno per la lavorazione dei metalliL’area è localizzata ad est dell’abitato di Transacqua, posta alle falde del monte Padella ed è stata coltivata su un versante di oltre tre chilometri verso la vaI Uneda.
I lavori nella località´Unsere Frau von Plassenegg, iniziarono il 31 ottobre 1550; in tale epoca, e precisamente il 22 dicembre 1548, venne costruita, nella stessa zona, una ferriera con due altoforni.

Nella miniera sono presenti siderite, barite, galena argentifera e calcopirite.
Sicuramente, nel XVI secolo vi si estraeva argento e, successivamente, ferro. I rilievi più recenti, risalenti al 1812 ed a11856, individuano una presenza di ben 87 gallerie, tra attive e non più sfruttate; le principali gallerie sono denominate Friole di sotto e di sopra, Cason, S. Barbara, S. Gaetano, Teresa, Sofia, Enrico, Stol dei Fossi, Ponte, Carolina e VaI Uneda.

Minatore al lavoroLe miniere di ferro di Transacqua furono sfruttate fino al 1870, quando la cessione del vicino Veneto alI ‘Italia rese difficoltose e troppo onerose le esportazioni di materiale verso quel paese, che è lo sbocco economico più immediato per la Valle di Primiero.

Da una relazione economico-statistica del 1835 si apprende che le miniere davano lavoro a circa 700 persone.
La ferrarezza, o forno fusorio, situata a Transacqua in località ancora oggi chiamata Forno, era composta, in quel periodo da una fornace, quattro forni fusori, quattro magli e alcune fucine di proprietà del Conte Giovanni Welsperg.

Dopo un periodo di abbandono, le miniere furono riesplorate dall’ingegnere austriaco Abel, nel 1910, con l’apertura di alcuni nuovi traversobanchi.

Mantice usato nei forniDopo la prima guerra mondiale, negli anni venti, l’ingegner Vaglienti di Torino, riaprì la galleria Friole di sotto, la Sofia, la Enrico e la Cason, sgombrando pure 300 metri di detriti dalla galleria Fossi, la più importante e la più antica della zona, lunga circa 750 metri.

I lavori più recenti di sgombero vennero eseguiti dalla società Breda di Milano tra il 1928 ed il 1943; furono completamente riaperte le gallerie Friole di sotto, Ponte, Sofia, Carolina e parte della galleria Fossi, tramite un pozzo di collegamento verticale dalla galleria Ponte.

L’ultimo tentativo di riapertura a scopo di sfruttamento delle gallerie di Transacqua, fu fatto dalla società Maffei di Trento, negli anni ‘60, con l’esplorazione di circa 100 metri della galleria Sofia.