PERSONAGGI
Angelo
Tissot
Maestro di scuola di Transacqua nei ricordi di un suo scolaro.
Il maestro Tissot fu per il paese di Transacqua uno di quelli
uomini che lasciano un ricordo incancellabile.
Nato nel 1861, cioè in un'epoca in cui, in parte volutamente, la
Valle di Primiero era laciata in uno stato di miseria e di abbandono,
egli si distinse per doti di intelligenza e per indomito spirito
di intraprendenza.
Di famiglia caduta in miseria, causa varie disgrazie non avrebbe
però potuto svolgere altra attività oltre a quella di bracciante
o di emigrante nelle miniere di carbone degli Stati Uniti, se un
intelligente Sindaco di allora non avesse indotto l'Amministrazione
comunale ad accollarsi in parte le spese per rendergli possibile
la frequenza dell' Istituto Magistrale di Rovereto con un piccolo
prestito.
E di tale agevolazione egli trasse profitto riuscendo non solo
brillantemente ma anche industriandosi aiutare la famiglia col
ricavato di lezioni private.
Le asprezze della gioventù lo resero precocemente maturo e il paese
natio, nel quale egli occupò il posto di maestro, risentì immediatamente
il beneficio della sua tempra, sia quale educatore, sia quale persona
di fiducia in tutte le necessità del pese.
Per amore di questo rinunciò a vantaggiose offerte di altre sedi,
compresa Trieste.
Intese la parola educare nel suo più vasto senso. Alle nozioni
programmatiche accoppiava sempre un' istruzione extra scolastica
tendente a formare caratteri, lealtà e senso di personale dignità.
Scendeva spesso a considerazioni di basso livello e pur
tanto necessarie a quell'epoca, sulla igiene personale, sulla pulizia e aereazione
delle abitazioni, cottura di cibi ecc.
Tutte le nuove istituzioni lo ebbero tra i fondatoti e con funzioni
amministrative.
Fu Sindaco e in caso di necessità sostituì pure il segretario comunale.
A lui era sempre rimessa la soluzione di vertenze ingarbugliate.
Di sentimenti profondamente cattolici, tanto da sentirsi in obbligo
di integrare talvolta l'insegnamento religioso scolastico; si opponeva
tuttavia con fierezza ai tentativi di invadenza del campo scolastico
da parte di estranei, anche se del clero.
Non fece mai mistero del suo sentire Nazionale e con tatto intercalava
gli aneddoti sul bigotto Giuseppe II e sugli Asburgo con la storia
di Roma, con racconti sui martiri del risorgimento e sulle
prodezze di Garibaldi, di Vittorio Emanuele II ecc., in modo che nelle giovani
menti queste erano le figure che rimanevano impresse.
Col canto, accompagnato dal violino, cercava di ingentilire gli
animi dei suoi scolari.
Morì nel1937 e la sua memoria è in venerazione nel comune di Tansacqua.
(da Primiero di ieri.....e di oggi - 1998)
